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Outsiders: La storia di Gerda Wegener e Lili Elbe

Immagini inedite, ammiccanti ed esplicite, nascoste da eleganza dettata da modernismo e liberty. Questo è ciò che rappresentava nelle sue opere, Gerda Marie Fredrikke Gottilieb. Il suo primo marito, Einar Wegener, artista di talento, sacrificò la sua carriera per aiutare la giovane moglie a realizzare la propria strada artistica, per poi percorrere egli stesso strade inesplorate prima.

Un matrimonio di protezione

Gerda Gottlieb nasce ad Hammelev in Danimarca nel 1885. Frequenta da quando aveva 17 anni l’Accademia Reale di Belle Arti a Copenaghen dove incontra Einar Wegener, nato a Vejle nel 1882, e lo sposa nel 1904 a 19 anni. Diventano complici di vita e di carriera: Einar diventa la musa ispiratrice e “modella” per la moglie. Inizialmente per posare, e un pò per gioco, Gerda insegna al marito l’arte del trucco e del vestiario femminile.

Gerda portò così alla luce pulsioni rimosse di Einar. In una prima fase, lei è entusiasta della messa in scena, presentando il marito come la “cugina di Einar”. Lui invece è confuso e cerca sempre di più il proprio lato femminile, ma non si sente omosessuale, Gerda, d’altra parte, scopre di esserlo. Si sosterranno fino in fondo e Gerda condividerà la scelta coraggiosa di Einar: diventare donna a tutti gli effetti.

Il tribunale danese riceve la domanda e sorprendentemente la accetta, ma non basta. Einar vuole sottoporsi, come primo uomo nella storia, dopo l’intervento di orchiectomia, anche ad un operazione di cambio del sesso.

Il loro matrimonio è, infatti, in realtà uno straordinario ombrello protettivo reciproco del loro essere persone “diverse”. Gerda in quanto donna e artista moderna, non convenzionale, bisessuale; Einar in quanto donna transessuale e Lili Elbe ( il suo nuovo nome da donna)  da sempre in modo latente femminile ed aggraziata.

Il coraggio di essere sé stessi

Per riuscire a vivere più facilmente questa loro relazione, Gerda e Lili dal 1912 fuggono da una Copenaghen ancora provinciale e opprimente nella quale Einar/Lili correva il rischio di essere internata in cliniche psichiatriche con una diagnosi di schizofrenia, ed emigrano stabilmente a Parigi, almeno fino al 1929, cioè l’anno prima dell’inizio dei vari interventi a cui si sottopose Lili per la riassegnazione di sesso.

einar wegener lili elbe

Nei primi decenni del Novecento Parigi era, assieme alla Berlino precedente al nazismo, la capitale della trasgressione e della possibilità di vivere liberamente la propria identità e orientamento sessuali non etero-normati. Qui Lili inizia a vivere sempre di più come donna anche al di fuori dei quadri di Gerda, così come Gerda (assieme in quel periodo a Tamara de Lempicka) diventa un’icona di artista femminile che promuove una donna moderna, sicura di sé, spregiudicata, una garçonne che seduce per piacere innanzitutto a se stessa e non in funzione di un uomo. Le sue opere parigine comprendono molte scene di amore lesbico.

La stessa Lili diventa, nei quadri di Gerda, un’icona di seduzione enigmatica e capace di evocare un’identità femminile molto profonda. Che la relazione tra Gerda e Lili fosse uno straordinario ombrello protettivo per entrambe lo dimostra, purtroppo, anche l’insieme delle vicende sfortunate e infauste che caratterizzano la loro esistenza quando si separano praticamente per sempre, come se una non potesse in realtà vivere senza la vicinanza e la protezione dell’altra.

La fine del matrimonio

L’avvenuto cambiamento di sesso di Einar/Lili nel 1930 comporta automaticamente lo scioglimento legale del loro matrimonio. Nel febbraio del 1931 avviene la loro ultima esibizione artistica pubblica.

Il 2 marzo del 1931 Gerda sposa un ufficiale italiano: Ferdinando Porta, e lo segue per alcuni anni in Marocco (per divorziare poi nel 1936). Che una donna come Gerda faccia una scelta di vita di questo tipo così antitetica alla precedente (almeno in apparenza) è comprensivo, indipendentemente dalle ragioni affettive, erotiche, sentimentali, è stato essenzialmente come un bisogno di fuggire da qualcosa che provoca dolore.

gerda wegener e fernando porta

Nel frattempo, il 13 settembre del 1931, Lili muore a Dresda (dove viene sepolta) per le conseguenze di un ultimo intervento: vale la pena ricordare che, anche a causa delle scarse conoscenze di allora sulle complicanze degli interventi chirurgici, Lili volle tentare un trapianto pure degli organi riproduttivi femminili. Sarà proprio il tentativo del loro trapianto a determinarne la morte.

Gerda ritorna a vivere a Copenaghen in una camera in affitto in Vesterbrogade nel 1938 e muore il 20 luglio del 1940 malata, povera e sola, nell’ospedale di Frederiksberg.

La loro, è una storia di estremo coraggio e libertà. La loro eredità ci insegna cosa significa veramente far coincidere arte e vita, rappresentandosi in modo autentico sia sulle tele che nella realtà quotidiana.

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Queste storie di vita hanno fatto da ispirazione per il romanzo La danese (The danish girl), scritto nel 2000 da David Ebershoff, da cui il film The Danish Girl, diretto da Tom Hooper.

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