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Street Art – L’arte “illegale”

La Street Art o Arte di Strada è una forma d’arte che si sviluppa negli spazi pubblici come strade, piazze o palazzi. Negli ultimi anni è riuscita a farsi spazio tra l’arte tradizionale ed essere riconosciuta come tale. Infatti, spesso è stata associata ad atti di vandalismo o di ribellione giovanile. Oggi la Street Art è riconosciuta come una vera e propria forma d’arte.

Storia: Come nasce la Street Art?

Non si ha in realtà una data esatta che indichi l’inizio della Street Art perché l’uomo da sempre ha sentito il bisogno di raccontare in maniera visiva, un qualcosa. Possiamo dire quindi che gli “antenati” della street art sono le pitture e i graffiti rupestri del primitivo. 

Attraverso il segno nella parete rupestre, primo muro utilizzato dall’uomo come tela, il nostro antenato lasciava infatti la volontà di raccontare un qualcosa, qualcosa che per esempio era legato alla sua vita quotidiana, come la caccia.

 

pitture
pittura rupestre

Negli anni ’20 e ’30 in America Latina, la rivoluzione messicana spinse gli artisti a recuperare questa forma espressiva, realizzando murales all’esterno di edifici per veicolare il messaggio marxista. I massimi esponenti di questo movimento furono Diego RivieraJosè Clemente Orozco, i quali pongono l’attenzione sul popolo che diviene protagonista dei loro murales.

diego rivera

Ciò che noi oggi definiamo Street Art invece, ha origine nel graffitismo e in generale nelle proteste in America, in particolare New York, degli anni ’60 e ’70.  L’America degli anni ’60 e per tutto il decennio, si trovò a fronteggiare diverse crisi che miravano all’equilibrio dell’assetto politico ed economico mondiale. La guerra del Vietnam generò diversi movimenti di opposizione alla guerra, contestavano uno Stato che era ben lontano dall’essere democratico e l’arte divenne uno strumento di protesta e di espressione di pensiero fondamentale. Jean-Michel Basquiat è stato uno dei più importanti esponenti del graffitismo americano, riuscendo a portare, insieme a Keith Haring, questo movimento dalle strade metropolitane alle gallerie d’arte.

america
diritti

«Art is not an elitist activity reserved for the appreciation of a few. Art is for everyone and this is the reason to which I strive to work»

          (Keith Haring)

«Mi è sempre più chiaro che l’arte non è un’attività elitaria riservata all’apprezzamento di pochi: l’arte è per tutti e questo è il fine a cui voglio lavorare»

baquiat
street art

Questa nuova forma d’arte ebbe la massima espressione dagli anni ’80 e ’90 non solo a New York ma anche nelle città americane come Los Angeles, Boston e Chicago. Il graffitismo e il writing divenne la voce di quelle persone che rivendicavano la propria individualità e i propri diritti all’interno dello spazio urbano come fecero alcuni ragazzi appartenenti a comunità afroamericane come William Walker e Gary Rikson.

Con l’avvento della Street Art, l’Arte si trasforma da esperienza riservata a pochi, confinata nel circuito commerciale dei generi di lusso, a componente essenziale dell’esistenza collettiva.

“Cultura di strada”

Il fenomeno del graffitismo e in generale della street art contribuì a creare un’identità comune nei giovani che vedevano la città come uno spazio di comunità e di espressione: Ogni persona era libera di esprimersi e di rappresentare ciò in cui credeva e ciò a cui apparteneva. 

Questo movimento fu affiancato da tanti altri movimenti con cui aveva in comune la voglia di sperimentare e il legame che essa aveva con l’ambiente urbano. Negli anni ’60 e ’70 vediamo movimenti come la Pop Art e in generale con le Neo-Avanguardie che miravano ad un contatto più incisivo con il pubblico ma sopratutto a raccontare quella che era la realtà quotidiana; negli anni successivi si avvicina per esempio alla cultura hip hop e diventa un vero e proprio stile di vita.

I graffiti, nella cultura hip hop, furono utilizzate per etichettare una crew o per affermare la la propria presenza su una determinata zona urbana. La prima forma di graffiti nelle metro o nelle zone pubbliche era una firma fatta con vernice spray, detta tag, che presto si sviluppò in grandi ed elaborate lettere, complete di effetti di colore, ombreggiature che divennero i genitori della street art intesa come arte. Con il passare del tempo, il writing si sviluppò artisticamente e cominciarono a definire fortemente l’aspetto delle aree urbane. 

Per questo la street art e il writing per molto tempo fu associato ad atti di vandalismo e di malavita ma dagli anni ’90 gli aspetti di questa cultura subirono una forte esposizione mediatica varcando i confini americani ed espandendosi in tutto il mondo diventando un vero fenomeno sociale e guadagnando sempre più consenso da parte del pubblico. Il riflesso di questa cultura “urbana” ha generato oggi un imponente fenomeno commerciale e sociale, rivoluzionando il mondo della cultura di massa.

street art
street

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