poeti maledetti
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Poeti maledetti – tra genio e sregolatezza

Poeti assoluti per immaginazione ed espressione. Mal visti dalla società, lontani dalla cultura borghese, artisti geniali e pazzoidi, dediti alle droghe, all’alcol e ad ogni genere di vizio. Parliamo dei cosiddetti Les poètes maudits, i poeti maledetti. 

Parliamo di personaggi e figure tragiche che rappresentarono la massima espressione del pensiero romantico che era alla base della loro poesia, veicolo principale per cogliere l’essenza profonda della realtà che poteva raggiungersi. A tal riguardo scrisse uno di loro, Arthur Rimbaud,  in Lettera al Veggente, “attraverso una totale sregolatezza dei sensi”.

Tutto ebbe inizio con Paul Verlaine che nel 1883 pubblicò sulla rivista Lutèce alcuni saggi, dedicati a poeti che accomunò proprio con quella definizione, “Les poètes Maudits“, comprendendovi il già citato Rimbaud, Stéphane Mallarmé, Tristan Corbière, Auguste Villiers de l’Isle-Adam e Pauvre Lelian, pseudonimo dello stesso Verlaine

Sregolatezza come parola d'ordine

Spesso sentiamo parlare di poeti maledetti, senza comprendere fino in fondo che la grande rivoluzione che essi portarono, nel modo di concepire le lettere, la poesia e la vita, rappresenta in realtà un fenomeno di costume. Una sorta di “marchio di fabbrica” che ha caratterizzato un determinato tipo di poesia e soprattutto di archetipo artistico. 

Essi vivevano a Parigi, una città che più delle altre, durante la seconda metà del XIX secolo, offriva distrazioni, sregolatezze e quant’altro in ogni angolo della strada, soprattutto nel quartiere di Montmartre. Questa zona  i più squattrinati si ritrovavano a bere assenzio e a fumare oppio, mentre quelli ricchi e annoiati andavano alla ricerca del piacere facile, o dell’attimo di follia, con le prostitute e nel Moulin Rouge.

Nonostante Verlaine negasse qualunque influenza di una vera e propria scuola di pensiero, è palese che in questa cerchia si irradiasse un principio di poesia moderna. La “maledizione” vera e propria, consisteva in quel sentimento di marginalità a cui il poeta si sentiva costretto, in contrapposizione ad una società che agiva in massa. 

La sregolatezza dell’individuo poteva essere “spontanea” come nel caso dello stesso Verlaine, oppure estremamente lucida e malinconica come era già stato per Charles Baudelaire, di cui ricordiamo il capolvoro e la censura de “I fiori del male“. Attraverso l’utilizzo di droghe e alcol, i poeti maledetti erano inclini a mettere in gioco la loro stessa vita alla ricerca di sensazioni intense, e di una conoscenza derivante ad ogni costo da esperienze sensibili. La tendenza è quella dell’autodistruzione.

Il significato delle "poesie maledette"

I testi dei poeti maledetti sono di diversa lettura ed interpretazione in confronto ad altri “categorie. Poiché il sentirsi incompreso sfocia nella difficoltà ed impossibilità di esprimere il proprio essere, divenendo esso la propria prigione. Dall’animo sofferente e malinconico, tormentati da patimenti e turbamenti esistenziali, tendenti al vizio e alla ricerca di piacere, i poeti maledetti sono il simbolo dell’angoscia umana che deriva dall’osservazione della decadenza della società in cui vivono. Descrivendo le crude realtà della vita, considerano la poesia come una realtà superiore, eterna ed infinita.

La poesia diviene il modo per comprendere il senso della realtà: attraverso una sregolatezza dei sensi, il poeta diventa “veggente” e attribuisce alla poesia un potere magico, in grado di addentrarsi nelle verità profonde e celate della vita e dell’anima, illuminandole. L’arte viene celebrata come strumento per esplorare l’ignoto attraverso i simboli, per penetrare nell’animo umano, nelle sue emozioni e nei suoi desideri inconsci.

Altri artisti considerati maledetti

Il termine “maledetto” viene usato per anche per indicare quegli artisti o personaggi che hanno alimentato questo mito rispecchiandone i canoni, pur essendo di epoche differenti. Vengono considerati “maledetti” i poeti francesi François Villon , Aloysius Bertrand, Gérard de Nerval, Lautréamont, Charles Cros, Germain Nouveau, i poeti inglesi Thomas Chatterlon e John Keats, il poeta e scrittore statunitense Edgar Allan Poe, lo scrittore, attore e regista francese Antonin Artaud ed il pittore olandese Vincent van Gogh.

“E’ ora di ubriacarsi! Per non essere gli schiavi martirizzati del Tempo, ubriacatevi, ubriacatevi sempre! Di vino, di poesia o di virtù, come vi pare.”

CHARLES PIERRE BAUDELAIRE

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