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Peggy Guggenheim & Leo Castelli: una vita per l’arte

America. New York, 1942.

Peggy Guggenheim, giovane  e intraprendete collezionista, dotata di notevoli mezzi finanziari, inaugura la mostra “Art of this Century”. In quest’occasione vengono esposti capolavori delle maggiori correnti di avanguardia europee, dall’astrattismo al surrealismo. 

Lo sviluppo dell’arte contemporanea

Era una ampia antologia dei migliori esiti di Picasso, Duchamp, Leger, dipinti futuristi di Balla e Severini, composizioni astratte di Kandinsky, Mondrian, Malevich, sculture di Arp e Brancusi, oltre a un’ampia sezione dal titolo “Arte Fantastica, Dada e Surrealismo“, con opere di Chagall, De Chirico, Man Ray, Ernst, Schwitters, Tanguy e Magritte.

Fu questo lo slancio che permise all’arte americana di svilupparsi fino ad arrivare a definire correnti come Pop Art e New Dada.

Il luogo dell’esposizione della Gugghenheim fungerà anche da punto di ritrovo e incontro per i giovani artisti.

Uno dei punti forti dell’esposizione era dato dai criteri di allestimento, completamente nuovi. L’architetto Frederick J. Kiesler aveva creato degli ambienti modellati appositamente per essere in linea con la novità e la freschezza della mostra: i quadri erano privi di cornice e distanziati dal muro, e si illuminavano alla presenza del visitatore.

L’idea di esporre i quadri al centro dello spazio, o su superfici curve, influenzerà in parte anche Frank Lloyd Wright al momento della progettazione del Guggenheim Museum di New York, dove buona parte delle opere sono esposte lungo una rampa elicoidale dalle pareti curve. 

Sostenitori di nuovi artisti

La galleria aveva anche un parte dedicata alle esposizioni temporanee cosi, Peggy Guggenheim inizia a sostenere il lavoro di alcuni giovani pittori americani che formeranno il nucleo storico dell’espressionismo astratto: Roberth Motherwell, Marc Rothko, Clifford Still, Jackson Pollock ed altri ancora, soprattutto contribuirà a stabilire un clima di ricerca e di contatti particolarmente stimolante, al quale contribuiranno altri galleristi, come Julien Levy e Pierre Matisse, critici come Clement Greenberg e Harold Rosenberg, musicisti come John Cage.

E’ in questo periodo che il mercato dell’arte comincia a trasformarsi in quel giro d’affari che oggi  con al suo interno strategie di brand, marketing e sponsor.

Mentre per molti artisti dei primi anni Sessanta l’arte doveva liberarsi una volta per tutte del mercato, per altri era possibile trovare delle soluzioni di compromesso o addirittura accettare la positività del sistema, se non altro come veicolo di comunicazione. 

E’ in questa fase che si colloca l’attività di Leo Castelli, gallerista e organizzatore che ha saputo sostenere efficacemente movimenti come il New dada, la Pop e la Minimal art.

New York patria dell’arte contemporanea

Dopo vari spostamenti, Castelli decide che la sua patria è New York e il Museum of Modern Art, il luogo dove, sempre più chiaramente si definisce la sua passione per l’arte contemporanea europea.

Nel 1957, Castelli decide di aprire una galleria, che durante gli esordi corrisponde semplicemente al soggiorno di casa sua. 

La morte di Pollock per incidente d’auto, nel 1956, fa lievitare i prezzi di tutto l’espressionismo astratto.

Così alla fine dello stesso anno,  Leo presenta nella sua galleria una mostra con due sole opere di artisti quasi sconosciuti: Robert Rauschenberg e Jasper Johns.

La personale di Johns da Castelli, nel gennaio ‘58, riscuote molto successo. 

Ancor prima dell’inagurazione, uno dei quadri che verrà presentato in mostra, “Target with four faces”, viene pubblicato sulla rivista ArtNews. Il giorno dell’inaugurazione Alfred Barr, curatore del MOMA, compra quattro opere per il museo. Tutto il resto della mostra viene venduto nei giorni seguenti, tranne “Bandiera bianca”, che rimane a Johns e “Target with Plaster casts” che viene acquistato da Castelli per soli 1.200$.

Due mesi dopo, la personale di Rauschenberg ha un esito molto diverso: solo due quadri venduti , ma una fortissima impressione generale.

Oggi New York è capitale dell’arte contemporanea, anche se la divulgazione è in forte espansione. Tutto questo grazie alla Guggheneim e Castelli, che con la loro forte passione per le novità e l’arte, sono stati in grado di  mettersi in gioco, portando l’arte americana e, di conseguenza globale, ai livelli che oggi conosciamo.

La domanda a questo punto è “questi livelli, oggi, quanto sono stati oltrepassati?”.

https://it.wikipedia.org/wiki/Peggy_Guggenheim

https://it.wikipedia.org/wiki/Leo_Castelli

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