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20 copertine di album che hanno fatto la storia

La copertina di un disco rock non è un elemento di contorno o una semplice estensione del brand dell’artista richiesto dalla casa discografica. La foto, l’illustrazione o la composizione visiva che sarà destinata ad occupare quella precisa posizione è una creazione artistica che viaggia in sintonia con l’atmosfera descritta dai brani descrivendone i testi. Questo lavoro artisico offre una visuale su un mondo che non sempre risulta facile da comprendere, infatti, lo completa e lo arricchisce di sfumature. L’immagine segna  una guida per l’ascoltatore affinché possa seguirlo nel suo cammino dell’intero album.

Le visioni distopiche, surreali e psichedeliche di grandi personaggi dell’arte si sono spesso mischiate con il mondo musicale. Figure di spicco come Andy Warhol, Mike Kelley, Raymond Pettibon e Slater Bradley, hanno donato le proprie intuizioni artistiche ad album entrati in un modo o nell’altro nell’olimpo della musica rock.

Alcune immagini hanno acquisito fama propria emancipandosi dal destino delle band. Sono diventate delle vere e proprie icone generazionali entrando nell’immaginario e nella cultura collettiva. Il fascio di luce bianca che colpisce un prisma triangolare, la distruzione del basso Fender Precision sul palco, il bambino che nuota nei paraggi di un’esca ne sono un chiaro esempio.

The Clash - London Calling

Pennie Smith, fotografa della band, immortalò Paul Simonon mentre devastava il suo Fender Precision Bass sul palco al Palladium di New York il 21 settembre del 1979. Quello scatto è stato definito la fotografia rock di tutti i tempi e ne racchiude l’essenza e lo spirito. La copertina di London Calling è poi un chiaro omaggio al primo album di Elvis Presley, il Re del Rock and Roll.

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David Bowie - Aladdin Sane

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L’immagine più iconica della storia della pop art ritrae il Duca Bianco in piena fase glam. Il fotografo inglese Brian Duffy accompagnerà Bowie dal 1972 al 1980 con 5 sessioni fotografiche che ripercorrono l’evoluzione di un artista camaleontico che ha fatto della sua stessa esistenza un’opera d’arte. Alla Gallery Vassie di Amsterdam è possibile ammirare la mostra fotografica intitolata A Lad Insane che omaggia la Gioconda del Pop.

Sex Pistols - Never Mind the Bollocks

Pubblicato dalla Virgin Records il 28 ottobre del 1977, è ancora oggi considerato il manifesto della filosofia punk. La grafica fu opera di Jamie Reid, artista inglese anarchico che ebbe il merito di costruire e portare alla ribalta l’immagine nichilista dei Pistols. Lo stile ruvido e “rumoroso” della band si tradusse in un’estetica senza compromessi con un album privo di fotografie del gruppo. Unico elemento un lettering ritagliato su sfondo giallo con la parola bollocks (testicoli) che creò seri problemi ai distributori del disco. Sempre meglio del singolo God Save The Queen dove svastiche e spille da balia ricoprivano l’immagine ufficiale della regina.

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The Jimi Hendrix Experience - Axis: Bold As Love

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L’illustratore Roger Law e il grafico David King furono incaricati dalla Track Records di regalare ad Hendrix un’immagine più consona alle sue aspettative. Qualcosa che fosse in linea con le sue radici, qualcosa che richiamasse i nativi americani. La band assume così i connotati di divinità indù per una copertina ispirata a un poster religioso dal titolo Viraat Purushan – Vishnuroopam che ritraeva una raffigurazione del dio Vishnu.

Nirvana - Nevermind

La copertina è stata ideata da Kurt Cobain ispirato da un programma televisivo sul parto in acqua. Fu progettata da Robert Fisher e ritrae un bambino circonciso di tre mesi mentre insegue una banconota da un dollaro appesa ad un amo. Per evitare possibili problemi di censura si pensò ad una copertina alternativa con il pene del bambino cancellato con l’aerografo. Una soluzione quest’ultima fortemente osteggiata da Cobain.

Chi poteva sentirsi offeso dall’immagine del pene di un neonato probabilmente doveva essere un pedofilo represso

sosteneva il leader della band. La produzione giunse ad un compromesso collocando un adesivo sui genitali del bambino.

Pink Floyd - The Dark Side of the Moon

Dietro al concept della copertina di The Dark Side Of The Moon c’è il lavoro della Hipgnosis, agenzia fotografica e grafica che divenne un vero e proprio laboratorio di idee. Il risultato secondo il designer Storm Thorgerson rappresenta sia la diversità sia la pulizia del suono della musica. Il prisma raffigurato è carico di concetti cari alla band dove il raggio di luce è la vita. Il prisma simboleggia l’uomo che acquisisce una consapevolezza che si traduce in azioni e vita. In un mondo sublunare, molteplici effetti e proiezioni individuali si dividono tra il lato visibile e quello oscuro.

Led Zeppelin - Houses Of The Holy

La copertina di Houses of the Holy è un’opera surreale creata da Aubrey Powell della Hipgnosis. Il paesaggio apocalittico è ispirato al romanzo di fantascienza di Arthur C. Clarke, End Childhood. Figure di bambini dai capelli d’oro seguono il richiamo di un fascio di luce mentre scalano la collina. Sono in cerca della luce di una nuova alba, è la fine dell’infanzia. La location del set fotografico si trova nella Contea di Antrim, in Irlanda del Nord. L’artwork è stato realizzato sovrapponendo 30 scatti fotografici di soli due bambini replicati fino ad ottenere undici figure distinte.

The Velvet Underground - The Velvet Underground & Nico

The Velvet Underground & Nico anche detto il banana album è il celebre lavoro illustrato da Andy Warhol. In origine la copertina dell’album dei Velvet Underground non riportava alcuna indicazione del nome della band e della casa discografica ma solo la firma dell’artista. Le prime copie distribuite riportavano la scritta sbucciare lentamente e vedere con un adesivo che celava una banana rosa shocking.

Sonic Youth - Daydream Nation

La copertina dell’album icona del noise rock è stata progettata da Gerhard Richter, pittore tedesco. Richter è conosciuto per il suo stile carico di tensione dove reale ed immaginario si fondono e confondono. La candela in copertina rappresenta la speranza, la luce alla fine del tunnel. Siamo alla fine del mandato presidenziale di Ronald Reagan e l’artwork richiama una realtà dove timidamente un piccolo barlume di ottimismo si affaccia in un mondo vulnerabile e oscuro con una fiamma che lambisce la parola “nation”.

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The beatles - Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band

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La copertina di Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band è forse l’illustrazione che vanta il maggior numero di citazioni, riproduzioni e chiavi di lettura. Raffigura la band nella loro uniforme colorata insieme ad un collage di famosi personaggi storici. La situazione rappresentata è quella di un concerto appena terminato con una folla di persone che tra gli addobbi floreali accompagnano la band in una sorta di festa di paese. Partiti da un disegno di Paul McCartney, gli artisti Peter Blake e Jann Haworth hanno progettato l’artwork sotto la direzione di Robert Fraser, mercante d’arte inglese. Le polemiche non si sono fatte attendere per i messaggi occulti e criptici, le piante di marijuana e la paura delle possibili richieste di risarcimento danni dagli eredi dei personaggi ritratti.

The Doors - Strange Days

La copertina è stata realizzata dal fotografo Joel Brodsky sotto l’esplicita richiesta di Morrison di non mostrare alcun componente della band, lui in primis. “Odio la copertina del nostro primo album, le nostre facce sono odiose ed inutili” aveva detto durante un’intervista. Voleva che prima di tutto arrivasse la musica e non si strumentalizzasse il suo personaggio, vacca da mungere per lo show business. Venne scelto un vicolo tra Lexington Avenue e la Terza Avenue della 36esima Strada a Manhattan. Le comparse scelte richiamavano un immaginario freak popolato da personaggi grotteschi di matrice felliniana perché forte era stata l’influenza di film come La Strada o Il settimo sigillo di Ingmar Bergman.

Green Day - American Idiot

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Si potrebbe definire l’album della svolta politica dei Green Day. Il periodo storico e le tematiche trattate nei brani si riflettono in un artwork moderno e dirompente che richiama a sé gli insegnamenti grafici di Saul Bass. Chris Bilheimer, autore della grafica già al lavoro con la band nei precedenti dischi, ha confezionato un artwork evocativo fortemente ispirato all’arte delle propaganda comunista cinese.

Iron Maiden - Piece of mind

Si chiama Eddie ed è il protagonista indiscusso degli artwork della band. La leggenda narra che il manager degli Iron Maiden fu colpito da un disegno di un illustratore inglese, Derek Riggs. La figura mostruosa partorita aveva il volto sfigurato, il corpo scheletrico e rappresentava un’icona punk a metà strada tra il Rocky Horror Picture Show e L’alba dei morti viventi. Eddie in ogni disco interpreta un ruolo in linea con le tematiche trattate nei testi delle canzoni.

Metallica - Master of puppets

Master of Puppets è il terzo album in studio pubblicato dalla band statunitense. L’artwork è opera di Don Brautigam, artista diplomato alla Scuola di Arti Visive di New York. L’immagine è forte e senza compromessi, un vero e proprio rebus di tematiche che si prestano a svariate interpretazioni. Le fila di lapidi anonime allineate rimarcano il dissenso per il conflitto in Vietnam e l’enorme costo di vite umane sacrificate dal governo americano. Il tramonto simboleggia il senso di angoscia e l’abbandono nelle mani di un burattinaio a cui non si può sfuggire. Nel novembre del 2008 a New York è stato battuto all’asta il dipinto originale per 35.000 dollari.

Joy Division - Unknown Pleasures

Non una semplice copertina, ma un’icona consacrata da grafici e artisti che rivive ancora oggi su magliette (vedi quella di topolino) e circola virale sui social. L’artwork di Unknown Pleasures è stato curato da Peter Saville, creatore di famose copertine per New Order, Roxy Music e Pulp. L’immagine ripropone il ciclo vitale della CP 1919, la prima stella Pulsar scoperta. I Joy Division si ispirarono ad una tesi di dottorato, “Radio Observations of the Pulse Profiles and Dispersion Measures of Twelve Pulsars”, che racchiudeva gli studi condotti presso l’Osservatorio Arecibo Radio di Porto Rico nel 1967

Marilyn Manson - Mechanical Animals

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L’artwork del diabolico reverendo Manson ha ricevuto numerose critiche e vinto altrettanti premi. L’immagine di copertina è il frutto del lavoro del fotografo Joseph Cultice che ha trasformato il cantante in una creatura glam androgina con mani a 6 dita (particolare quest’ultimo che è costato la censura in Giappone). Le protesi in silicone sono state realizzate dalla Industrial Light & Magic di George Lucas e sono state poi donate all’amico attore Johnny Depp in cambio della parrucca bionda che ha usato nel film Blow. L’artwork, permeato da una serie di messaggi nascosti cifrati e simbolismi legati al numero 15, è stato curato da Paul Brown, che in passato aveva lavorato per Iggy Pop, Miles Davis, Joe Jackson.

Santana - Abraxas

La copertina dell’album Abraxas di Santana è tratta da un dipinto di Mati Klarwein, uno dei pittori surrealisti più noti dell’era psichedelica. Studiò con Salvador Dalì e con Ernst Fuchs dell’avanguardia viennese e firmò importanti lavori come Bitches Brew di Miles Davis. L’opera originale, L’Annunciazione, risale al 1961 e rimaneggia il simbolismo cristiano in chiave pagana con evidenti venature erotiche. L’immagine che ne deriva sovverte il simbolismo biblico per immergerlo in una dimensione ancestrale carica di magia nera e voodoo. In tutto questo primeggia il nome Abraxas che nella mitologia greca era uno dei cavalli di Eolo, il dio dei venti o considerato un demone nei testi antichi cristiani

Rammstein - Liebe Ist Fur Alle Da

Liebe ist für alle da è un album senza mezze misure e compromessi dove la band tedesca tratta temi delicati con toni provocatori, a detta di molti, al limite della decenza. Anche in Italia l’acquisto è stato vietato ai minori di 18. L’artwork nei suoi giochi di luci e ombre trasuda questa stessa violenza. Il lavoro è stato affidato al fotografo di Madrid, Eugenio Recuenco. Le sue influenze classiche si mescolano con anni di lavoro nel campo della moda e della grafica pubblicitaria. Il risultato caravaggesco è di forte impatto. La cura per luci, costumi e location rende le foto fuori dal tempo, più simili a quadri che prodotti usciti da un set fotografico.

Mars Volta - Frances The Mute

Frances The Mute segna la seconda collaborazione della band con Storm Thorgerson, designer e fotografo britannico noto soprattutto per i suoi lavori con i Pink Floyd. L’artwork, curato insieme a Peter Curzon, Dan Abbott, e Bill Thorgerson, porta il suo marchio di fabbrica con immagini finemente dettagliate e realistiche che si sposano con un concept album che trae ispirazione dal ritrovamento di un diario abbandonato in una macchina. Il risultato è così vicino al surrealismo di Magritte che il confine tra ispirazione e citazione diviene molto labile.

The smashing pumpkins - Mellon Collie and the infinite Sadness

Il doppio album della band di Billy Corgan è diventato il simbolo e anche l’apice della loro intera carriera. Le immagini associate ad esso sono diventate un must come i costumi di epoca vittoriana nel video Tonight Tonight, la testa rasata del cantante o la sua t-shirt nera con la scritta Zero. Il creatore dell’artwork è John Craig, illustratore di Pittsburgh che attraverso il collage e la sovrapposizione delle bozze inviategli via fax da Corgan ha dato vita all’intero booklet. L’immagine di copertina di Mellon Collie and the Infinite Sadness è ispirata al dipinto di Raffaello, Santa Caterina d’Alessandria e a La Fedeltà di Jean-Baptiste Greuze

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