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I’m Still Here – Il documentario che ha preso in giro il mondo

Verso la fine del 2008 Joaquin Phoenix annuncia davanti a tutta Hollywood, di voler abbandonare la carriera di attore per dedicarsi all’Hip Hop, suscitando clamore tra la stampa e i suoi fan.

Quella che potrebbe sembrare un’altra delle tante storie folli di Hollywood si rivelò essere, in realtà, un’enorme messa in scena. Così nacque il mockucumentary “I’m still Here”

Casey Haffleck, regista del film, ripercorre la vita dell’ex attore e la sua ascesa nella carriera rap per due anni. Il documentario è stato presentato, fuori concorso, alla 67ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, rivelando al pubblico la sua essenza di meta – cinema .

Tra finzione e vita reale

Il film ripercorre la vita dell’attore, a partire dall’annuncio dell’abbandono della sua carriera cinematografica, riprendendo per un anno e mezzo la sua ascesa nel mondo dell’Hip Hop. 

Durante tutto il periodo delle riprese Phoenix rimane nel personaggio anche durante le apparizioni in pubblico. Indimenticabile l’apparizione al David Letterman Show dove un barbuto e svogliato Joaquin viene intervistato dal presentatore lasciando incredule il pubblico. Joaquin si presentò in condizioni imbarazzanti. Per tutta la durata dell’intervista, si limitò a sussurrare qualche parola tra l’imbarazzo evidente del presentatore e del pubblico. “Sarebbe stato bello averti qui stasera, Joaquin” conclude David Letterman la sua intervista all’assente attore.

Il climax della storia avviene a Miami. L’ex attore ha l’occasione di esibirsi dal vivo, davanti a migliaia di persone in attesa di vederlo cantare. Grazie ad un complice, il cantante dà il meglio di sé gettandosi tra la folla per iniziare una rissa.

Nessuno, per un anno e mezzo e per gli altri due anni a seguire dall’uscita del documentario, ha mai saputo che tutto quello che viene ripreso in realtà era finto. Joaquin si finge per due anni una persona che non è, veste i panni di un ex attore e fa credere al mondo di essere quella persona, gli unici che conoscevano il progetto erano lui e Casey Affleck.

Dopo quasi un anno e mezzo da I’m Still Here, Joaquin Phoenix svelò, proprio al David Letterman, il senso delle sue azioni. 

Manipolazione della realtà

I’m still here riesce a mettere in tavola tantissimi temi, dalla crisi creativa dell’artista alla manipolazione della realtà tramite lo schermo. E’ quest’ultima il fulcro centrale dell’intera pellicola. Il regista ha il potere di decidere tramite tagli, inquadrature e giochi visivi può manipolare la realtà a suo piacimento, mettendo a disposizione solo ciò che lui vuole che venga visto. 

I’m still here dimostra quanto la vita reale può coincidere con quella sullo schermo, abbattendo la cosiddetta quarta parete. Il progetto, a detta di Affleck, parte da una frase che Van Sant pronunciò durante la lavorazione di Gerry: “devono essere gli eventi a portare avanti la lavorazione del film” e questo Casey Affleck lo ha capito in pieno.

 

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