art magazine,  Arte Digitale,  Cinema e Video

Destino: Salvador Dalí e Walt Disney

Destino è il cortometraggio animato nato dalla collaborazione di due grandi menti: Salvador Dalí e Walt Disney. Ci sono voluti 58 anni per completare quest’opera definita dallo stesso Dalí: “una magica messa in scena del problema della vita nel labirinto del tempo”.

La storia…destino?!

L’idea originale risale al 1945 quando Walt Disney incontrò Dalí ad una festa organizzata da Jack Warner a Los Angeles. I due si trovarono da subito affini e iniziarono a lavorare insieme. Affiancato da Johnn Hench, animatore storico della casa di produzione, Dalí incominciò a disegnare le prime tavole misurandosi con il mondo dell’animazione che però si rivelò affine alla creatività dell’artista. La vera sfida fu riuscire a contenere il turbinio di idee di Dalì e riuscire a concretizzarle su carta.

Nonostante il lavoro intenso, riuscirono in 8 mesi a realizzare solo pochi secondi del corto, troppo poco per  il costo che sosteneva il progetto, così decisero di metterlo da parte, probabilmente dovuto anche alla crisi economica che la Disney stava affrontando e dall’ambizione del progetto che si allontanava troppo dal gusto del pubblico.

Nel 1999 Roy Disney, mentre era alla ricerca del materiale per il seguito di Fantasia, si imbatte in Destino e rapito da quesi pochi secondi così intriganti, richiamò Hench, allora in pensione, e  ad affidare la conclusione del corto al distaccamento parigino. Nel 2003, dopo 58 anni, Destino uscì finalmente alla luce regalandoci un

Una corsa contro il tempo

Destino è il frutto della creatività surrealista e sognante di Dalí e dell’immaginazione di Disney nell’inscenare l’inettitudine dell’umanità. Le sequenze rivelano l’inconscio della protagonista dai capelli corvini che, chiudendo gli occhi tristi coperti da ciglia lunghe, inizia un viaggio alla ricerca dell’amato. La donna lotta contro il tempo, inarrestabile moto che sfugge al controllo umano, e il destino, antico burattinaio che si diverte a giocare con i fili dell’esistenza. 

In questo fuggire costante, la ragazza si lascia andare e accetta lo scorrere del tempo ed è in questo momento che la piramide di Crono rivela la figura di un uomo. Un istante che sembra una vita in cui i due amanti tentano di ricongiungersi, ma il tempo gli ricorda che non si può fermare e il destino gioca la sua carta trasformando il paesaggio in un deserto pieno di mura che dividono i due protagonisti.

destino
destino
destino

Lungo tutto il cortometraggio si rincorrono simboli maschili come la piramide o la torre e femminili come la conchiglia o la fontana (ricorrere alla simbologia era tipico del surrealismo), tracciando la storia di due linee parallele che non riescono a toccarsi. Solo per un breve istante, nell’apice della storia, riescono a congiungersi in un abbraccio, del quale però rimane solo la veste della ragazza che scompare come a simboleggiare che ogni attimo non dura per sempre.

destino

Ti piace il cinema? Clicca qui per altri articoli

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *