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Christo – l’artista che impacchettava il mondo

È morto a New York all’età di 84 anni Christo Vladimirov Javacheff, noto con il solo nome Christo, uno dei più grandi esponenti della Land Art. Con la sua arte modificava e ridisegnava il paesaggio in maniera provvisoria. Sono noto soprattutto le sue opere realizzate con il tessuto, “imballando” monumenti o stendendo lunghi teli in luoghi naturali.

La Land Art è caratterizzata dall’intervento diretto dell’artista sul territorio naturale, specie negli spazi incontaminati (deserti, laghi salati, praterie) creando opere spesso di carattere effimero.

“Christo ha vissuto la sua vita al massimo, non solo sognando ciò che sembrava impossibile, ma facendolo diventare realtà. L’opera di Christo e Jeanne-Claude ha riunito le persone attraverso esperienze condivise in tutto il mondo, e il loro lavoro vive nei nostri cuori e ricordi. Christo e Jeanne-Claude hanno sempre chiarito che le loro opere in corso di realizzazione proseguiranno dopo la loro morte. Rispettando i desideri di Christo, ‘L’Arc de Triomphe, Wrapped’ a Parigi, Francia, è ancora in pista per settembre”

Christo e Jeanne – Claude

Nasce a Gabrovo, in Bulgaria, il 13 giugno 1935. Nel 1956 terminati gli studi, si trasferisce a Praga prima di scappare dal regime del blocco comunista raggiungendo l’Austria e poi Ginevra, fino a raggiungere, nel 1958, Parigi.

Per sbarcare il lunario, a Parigi inizia a realizzare dei ritratti e in una di queste occasioni che conosce Jeanne-Claude Denat de Guillebon, la sua futura compagna. I due si incontrano nel 1958 quando Jeanne-Claude commissionò a Christo un ritratto della madre. Jeanne si innamorò di lui e decisero di partire in giro per il mondo realizzando le loro opere, un sodalizio di arte e vita che durò fino alla fine dei loro giorni.  Anche dopo la scomparsa di Jeanne-Claude, avvenuta nel 2009, l’artista infatti ha continuato a portare avanti il progetto artistico cominciato dalla coppia, con il nome, sempre immutato, di Christo e Jeanne Claude.

Dai primi edifici avvolti ai progetti in larga scala sul paesaggio, le opere d’arte di Christo e Jeanne-Claude hanno trasceso i limiti tradizionali della pittura, della scultura e dell’architettura. La libertà è alla base delle loro opere. Ogni progetto, ambizione o idea per loro era possibile.

In più di cinquant’anni di carriera ha imballato e impacchettato il mondo.  Il primo edificio imballato fu  la Kunsthalle di Berna nel 1968. Da lì furono imballati anche Porta Pinciana a Roma (1974), il  Reichstag di Berlino (1995) e il Pont Neuf di Parigi (1985), oltre che a tanti altri edifici in giro per il mondo.

christo
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Floating Piers

Nel 2016 realizza l’installazione Floating Piers sul Lago Iseo. Enormi passerelle sospese sull’acqua che permettevano alle persone di camminarci sopra.

Oltre un milione i visitatori per 16 giorni di apertura. Il progetto fruttò 283 milioni all’economia del territorio del Lago di Iseo mettendo d’accordo tutti, esperti d’arte e non. Ancora una volta, il progetto di Christo e Jeanne-Claude aveva reso reale e tangibile l’impossibile, in cui lo spettatore è immerso nell’opera e non si presta solo a guardarla ma ci cammina attraversandola.

Il successo di questo evento ha portato alla realizzazione di un docu-film che racconta l’intero percorso compiuto per la realizzazione di Floating Piers: dalla fase progettuale alle sfide ingegneristiche, dalle imprese logistiche alla realizzazione finale. 

Un inestinguibile credo nella propria opera che combaciava perfettamente con la propria vita, e la naturale propensione nel costruire progetti futuri senza sosta. Fino alla fine. 

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