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Chi era Artemisia Gentileschi ?

CHIARA PETRICHELLA

L’8 luglio 1593 nasceva Artemisia Lomi Gentileschi, una grande pittrice italiana riscoperta soltanto in tempi recenti. Figlia di Orazio Gentileschi, noto e affermato pittore caravaggesco, Artemisia manifestò sin dall’infanzia una certa propensione artistica. 
All’epoca però, la pittura non era affatto accessibile alle donne: fisicamente deboli e periodicamente indisposte, non erano considerate adatte ad un’attività manuale come la pittura. Inoltre viaggiare, intrattenere rapporti sociali ed economici con persone di sesso maschile, senza alcun intermediario, non era ben visto. 

Figlia d'arte

Così come non era moralmente accettabile che studiassero anatomia per poter  riprodurre con precisione il corpo umano. Per secoli quindi le donne si limitarono ad essere oggetto di pittura senza mai esserne il soggetto creatore. Esistono tuttavia delle eccezioni, tra cui alcune “figlie d’arte” come appunto Artemisia Gentileschi che iniziò presto a lavorare nella bottega paterna. Una via, però, non certo priva di ostacoli. 

La sua attività presso la bottega s’interruppe quando il suo maestro di prospettiva, il noto Agostino Tassi, abusò di lei. Artemisia decise di non tacere e di denunciare lo stupro. Nel 1612 ebbe luogo un lungo e duro processo in cui l’innocente accettò di testimoniare sotto tortura, di provare la sua verginità prima della violenza e di sottoporsi alla sibilla (supplizio progettato per i pittori che consiste nel fasciare loro le dita delle mani con delle funi fino a farle sanguinare).

Accertata la verità, la giustizia fu soltanto parziale e la vicenda gettò sulla figura della giovane pittrice un’ombra, un’etichetta scomoda che portò in secondo piano il suo talento artistico.

La svolta a Firenze

La sua vita prese una piega diversa soltanto quando il padre la diede in sposa ad un pittore fiorentino, Pierantonio Stiattesi. È proprio a Firenze che, contrariamente al marito, venne accolta presso l’Accademia delle arti e del disegno: fu la prima donna a ottenere questo prestigioso riconoscimento.
Ottenne anche importanti commissioni dalle famiglie fiorentine (Medici compresi) e intrattenne amicizie con personaggi al calibro di Galileo Galilei e Michelangelo Buonarroti. Nel 1621 si trasferì a Roma separandosi definitivamente dal marito e portando con sé la figlia. Mantenersi e mantenere la figlia con le proprie forze non fu semplice e si spostò continuamente in cerca di nuove commissioni
Si recò perfino a Londra dove per la prima volta collaborò con il padre presso la corte della regina d’Inghilterra. Con lo scoppiare della guerra civile, tornò in Italia e morì a Napoli nel 1653. 

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“Per me l’arte è un modo per esprimere se stessi, anzi il migliore dei modi. Ritengo che l’arte sia la forma più nobile dell’espressione umana”.

– Chiara Pretrichella-

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