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Arte come valvola di sfogo

“l’arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non lo è”

E’ con queste parole che Paul Klee descriveva l’arte.

In tutte le sue forme, l’arte è da sempre usata per esprimere ed esprimersi: un emozione, un pensiero, un concetto o un sentimento. Quante volte siamo rimasti affascinati da un’opera o ci immedesimiamo in un personaggio di un film o ancora ci commuoviamo ascoltando una canzone? Allo stesso tempo l’arte non aiuta solo chi la osserva ma è soprattutto l’artista a trarne benefici. Cosa porta una persona a decidere di creare un’opera?

L'arte come forma di espressività

L’arte è una forma di espressività, rappresenta quindi un potente canale comunicativo attraverso cui scoprire ed esprimere i nostri sentimenti. Le emozioni fanno scaturire nell’artista la creazione di un’opera e, questa, suscita emozioni in chi la osserva, identificandosi in un qualcosa che osserva e che risveglia il suo mondo interiore.

La creazione di un’opera è uno sfogo del proprio stato d’animo che trasfigura il proprio modo di sentire la realtà in quel momento al di fuori di sé. È questione di trasmettere qualcosa agli altri o a noi stessi.

Per questo l’arte viene usata anche come terapia; è sempre più diffusa e conosciuta la modalità che utilizza l’arte, nelle sue diverse espressioni, per risolvere o lenire problematiche che hanno a che fare con il disagio esistenziale, psichico ed emotivo.

Connubio mente - corpo

La danza è una delle attività più ricche di stimoli per il corpo e il cervello. Essa produce innumerevoli effetti positivi sulla capacità di coordinazione, il tono muscolare e l’equilibrio, così come sulle prestazioni cognitive, migliorando memoria, attenzione e concentrazione.

La danza influenza anche la sfera emotiva, accresce l’autostima, aiuta a combattere stress e ansia, e rappresenta un potente mezzo comunicativo, attraverso il quale è possibile scoprire ed esprimere i nostri sentimenti. Danzare influisce dunque positivamente sulla dimensione sociale, favorendo l’interazione e fornendo occasioni di aggregazione e condivisione.

Danzare inoltre costituisce un’importante espressione del connubio mente/corpo,  donando una consapevolezza essenziale della società in cui viviamo. Essa è concentrata, infatti, prioritariamente sulla dimensione razionale e mentale nella quale dimentichiamo l’essenza e l’autenticità della nostra esistenza.

Musica come sfogo emotivo

La musica è entrata talmente tanto a far parte della nostra vita quotidiana che la sua presenza oramai è data per scontata. Fa da cornice agli eventi più importanti, così come nei gesti più semplici della vita di tutti i giorni.

Esiste anche una cura chiamata musicoterapia, che, appunto, aiuta le persone affette da malattie, anche gravi. Questa terapia ha due modalità: attiva e passiva, o recettiva. La prima si applica in modo attivo, ovvero quando è l’individuo stesso a produrre suoni attraverso semplici strumenti; la seconda, passiva o recettiva, avviene quando il soggetto si dedica all’ascolto di brani attraverso l’aiuto di un musico terapeuta.

Quest’ultima figura segue determinate regole: il musico terapeuta dev’essere in grado di comprendere il carattere del paziente e in base a questo riuscire a scegliere la tipologia di musica da far ascoltare; inoltre la musica non può superare i 4/5 decibel affinché si crei un clima tranquillo. Alcuni degli effetti della musicoterapia sono il rilassamento, lo sviluppo della capacità di ascolto, l’attivazione dell’immaginazione e la stimolazione di reazioni affettive.

Pittura: strumento di ricerca interiore

Dipingere su una tela, sulla carta o su qualsiasi superficie permetta alle persone di esprimersi può essere un modo per manifestare sentimenti e pensieri quando c’è bisogno di comunicarli e non si sa come fare. È un tipo di terapia alternativa e naturale che può avere molteplici benefici.

Quando la terapia della pittura viene fatta in un ambiente non competitivo, rilassante e gradevole, un paziente può raggiungere grandi obiettivi personali aiutato dallo psicoterapeuta e questo rafforzerà la sua autostima. Quest’aspetto può essere importante per le persone con problemi di codipendenza, traumi e che hanno bisogno di rafforzare la loro autonomia.

Come quando si suona uno strumento musicale, anche con la pittura impariamo a regolare i movimenti della mano, quando maneggiamo un pennello o una matita, e sviluppiamo connessioni cerebrali relazionate con questa abilità. Negli adulti, la pittura aiuta a migliorare le abilità fino-motorie.

Dedicarsi alla pittura, o ad altre forme d’arte, richiede concentrazione. Dipingere è un lavoro minuzioso che consente di dimenticarsi dell’ambiente e di lasciarsi andare, facendo passare il tempo senza rendersene conto. Lo stato di concentrazione avanzato si chiama Alpha ed è stato oggetto di numerosi studi. Si tratta di uno stato in cui una parte del cervello è cosciente mentre l’altra fa emergere l’aspetto dell’inconscio. Questo stesso stato si raggiunge con la preghiera, la meditazione o la musica.

Rapporto Arte e Spiritualità

Spiritualità e arte sono strettamente collegate perché un individuo che abbraccia la via della ricerca interiore o se vogliamo, del risveglio, dovrà necessariamente riattivare la propria creatività. Che non significa trasformarsi in un artista o in un artigiano, ma in un creatore della propria realtà. Non a caso Jung introdusse il concetto di immaginazione attiva, quella pratica che connettendoci con le immagini del nostro inconscio ci aiuta, teoricamente, a ritrovare noi stessi. “Immaginare”, afferma Jung, è diverso da “fantasticare”. Perché se l’immaginazione crea la realtà, quindi contribuisce al cambiamento interiore ed esteriore, la fantasia al contrario è passiva. Fantasticando il mondo non cambia, immaginandolo invece sì.

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