Charles Baudelaire

art magazine,  Scrittura

A una passante – Charles Baudelaire

La via assordante strepitava intorno a me.
Una donna alta, sottile, a lutto, in un dolore
immenso, passò sollevando e agitando
con mano fastosa il pizzo e l’orlo della gonna
agile e nobile con la sua gamba di statua.

Ed io, proteso come folle, bevevo
la dolcezza affascinante e il piacere che uccide
nel suo occhio, livido cielo dove cova l’uragano.

Un lampo, poi la notte! – Bellezza fuggitiva
dallo sguardo che m’ha fatto subito rinascere,
ti rivedrò solo nell’eternità?

Altrove, assai lontano di quì! Troppo tardi! Forse mai!
Perchè ignoro dove fuggi, né tu sai dove io vado,
tu che avrei amata, tu che lo sapevi!

A una passate (A’ une passante) di Charles Baudelaire.

Questa poesia venne pubblicata per la prima volta nel 1855 nella rivista L’Artiste e fu poi in seguito inclusa nella raccolta “I fiori del male”.

Quel che c'è dietro un incontro

Il caos e la frenesia fanno da cornice a questo incontro fugace, che per pochi attimi lo sottrae alla noia angosciosa cittadina. ll poeta rimane attratto ed estasiato dal portamento di una donna, ma allo stesso modo ne intuisce e percepisce il dolore. Ma la donna altro non è che una passante, un’improvvisa bellezze che spicca in mezzo alla folla. Questo avvistamento, nel poeta suscita un fortissimo impatto ed una passione, che però resterà solo un illusione, un amore platonico. Questa poesia racconta un grande amore che non potrà mai realizzarsi, perché il poeta non incontrerà mai più quella passante, quella bellezza fuggitiva.

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